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Doppio colpo del , in arrivano e













Sto per iniziare l'ultimo libro della . Sono molto combattuta perché non vedo l'ora di scoprire l'epilogo della storia ma allo stesso tempo so che questa saga mi mancherà tantissimissimo.



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Ich war mir sicher, dass ich dieses Buch ebenso schnell abbreche wie "Meine geniale Freundin". Pustekuchen. Ich kann gar nicht mehr aufhören







comey had a spy in the whitehouse ..... ferrante later ended up working for ... imagine that . these people are stupid




ferrante紳士靴二足 Topyフィンラックソールとvibramエクスプローション 画像にちょっとええ感じに見えるフィルターかけてみた







19/7/2019 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 «Raccontare il fascismo... è il mio contributo alla rifondazione dell’antifascismo»


















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This morning Rino telephoned. I thought he wanted money again and I was ready to say no. But that was not the reason for the phone call: his mother was gone.
—  My Brilliant Friend, Elena Ferrante
“Ora che sono nato” di Maurizio Fiorino, Edizioni E/O

Ora che sono nato di Maurizio Fiorino (edito da Edizioni E/O) è la confessione intima e timida del percorso di emancipazione di Nato, un ragazzo che si incastra come una pietra preziosa e inestimabile nell'anello troppo stretto della sua famiglia. Potrebbe sembrare un semplice romanzo su un ragazzo, ma la storia viaggia su fili sottili che giostrano il gioco delle personalità e dei ruoli. I legami non sono solo fatti di DNA e spesso sono gli eventi della vita a interporsi tra esseri umani che si vogliono ma non si sono scelti, creando frizioni, fratture e strappi. E sono gli eventi a ricucire poi. 

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È un vissuto di famiglia ad arbitrare il contatto umano e a pompare consanguineità negli alti e bassi, a comprimere e distendere il ritmo di un volersi bene che rimane misteriosamente complesso e che può fare male. Almeno 2 protagonisti, Nato e la prepotenza umana di Tina Griace, ci lanciano un macigno sul cuore. Nel suo atto di liberazione piu grande, Nato ci consegna spiazzati a un'emozione schiacciante che impone di fare sfacciatamente i conti con chi prova a crescerci, malgrado, e a modo suo. Quella famiglia che incapace di celarsi sotto le sue sovrastrutture e bugie, ne viene spogliata per mostrarsi come un corpo martoriato e imperfetto nella sua più umana verità. Come uno schianto di universi di gioia e dolore, frustrazione e orgoglio, negazione e slancio, fallimento e successo. Un'essenza che, nel suo modo scomposto e spesso incomprensibilmente violento e traumatizzante di amare, nel tentativo maldestro e tragicomico di gestire il sentimento, non si può che accettare per ciò che è, per provare a fare un pezzo di strada da soli. Strappando, ma senza mai farlo del tutto. 

È proprio quella famiglia una prigione dorata e al tempo stesso il rifugio più naturale in cui avere la libertà e il coraggio di potersene andare e tornare. Resta ancora lì nel fondo, ci richiama a sè attraverso un filo delicato, scomodo e inestirpabile. Sospesi tra l'efferatezza delle parole dette e l'aspettativa per quelle che potrebbero essere ancora dette. Appesi a una canzone delle Spice e al pudore riflesso di un please don’t go. Stretti alla dolcezza malinconica di un chupachups e al ricordo di un lido che è rimasto nel cuore.

She was explaining to me that I had won nothing, that in the world there is nothing to win, that her life was full of varied and foolish adventures, as much as mine, and that time simply slipped away without any meaning, and it was good just to see each other every so often to hear the mad sound of the brain of one echo in the mad sound of the brain of the other.
—  Those Who Stay and Those Who Leave | Elena Ferrante

“Of course, she feels deeply that every abandonment is a vortex and an annihilation, maybe also an indication of the desert that has expanded around us. But she reacts, she recovers, she lives.”

— Elena Ferrante, Frantumaglia

I am nearing the end of my Ferrante re-read for the first time in three years. I just started the fourth book, looked at how many pages of Nino I have to deal with (~200), threw the book against the wall. He is such trash and Lenù, seriously girl? I know so many women in my life like Lenù, I would like to beat some sense into them as well (metaphorically, of course). 

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Dziś po raz pierwszy przepłynęłam wpław całą zatokę. We Włoszech, nad Morzem Tyrreńskim. Niedużą, jakieś 2,5 km. Po jeziorze zdarzyło mi się płynąć więcej, ale jednak nie można porównywać jeziornej tafli do morskich fal. Bo prędzej czy później fale się pojawiają, nawet gdy się wchodzi do spokojnej wody. A temperaturę miała cudowną. Jednak wolę pływać w zamkniętych zbiornikach pełnych słodkiej cieczy. Sól w nozdrzach to nieprzyjemne zjawisko. 

Dotarłam pieszo na plażę Maronti (tę samą, na której wypoczywała bohaterka Genialnej Przyjaciółki Eleny Ferrante > czytałam ją właśnie na Ischii będąc!), spakowałam książkę i ubrania do mojej sprytnej bojki i wróciłam do swojej wsi wodą, gapiąc się na dno, nie gubiąc z oczu brzegu. Dzięki ci, Boże włoski-świecący, słoną wodą pachnący, że żadna meduza mnie nie polizała. I dzięki ci za te widoki, te plastry na duszę.

anonymous asked:

Hi, I saw your comment on that post about L'amica geniale. Do you have a link to that clip you mentioned? Thanks!

Hi there! Of course, here you go https://twitter.com/MarioManca/status/1011923323956219905

It is not the best quality, as the journalist recorded it at a screening, but you still get a taste of the characters. Personally, I am incredibly excited. Enjoy! 

Odiavo i toni alti di voce, i movimenti troppo bruschi. La mia famiglia d'origine era di sentimenti rumorosi, esibiti, e io, soprattutto nel corso dell'adolescenza, persino quando me ne stavo muta e con le mani sulle orecchie in un angolo della casa di Napoli, oppressa dal traffico di via Salvator Rosa, mi sentivo dentro una vita clamorosa e l'impressione che ogni cosa si dovesse di colpo squadernare a causa di una frase troppo lancinante, di un movimento poco sereno del corpo. Perciò avevo imparato a parlare poco e in modo meditato, a non avere mai fretta, a non correre nemmeno per prendere un autobus, ad allungare il più possibile i miei tempi di reazione riempiendoli di sguardi perplessi, sorrisi incerti.
—  I giorni dell’abbandono - Elena Ferrante
Random question about favourite authors

Do you guys have an author that you (pardon me the metaphor) would die for? Or, to be more explicit, an author that you love above all others, that somehow never disappoints you? 

I am saying this because regardless of how much I read and how many new amazing authors I discover no one (between classics and contemporary) can compare for me to Elena Ferrante. I have other favourite authors, of course. But Ferrante stands alone in her own universe: she cannot be compared to anyone else, in my mind, because she is not in the same league at all. 

There is simply no other author that I love as much. And while I flat out refuse to name a single favourite book when asked, I will loudly vaunt my love for Ferrante at any give time of day. Any day.

All this to say: do you have an author that you feel the same way about? 

Il 10 luglio scorso sostenevo che Liberato fosse Ferrante, però non Elena, ma Roberto, Roberto Ferrante della Flying Records.

Oggi ritengo che sia Roberto del Naja dei Massive Attack che è Banksy che è Luther Blisset che è Wu Ming che è Álvaro de Campos che è Ricardo Reis, Alberto Caeiro, Bernardo Soares oppure un'altra “pessoa” o un topolino che al mercato mio padre comprò.

youtube

Bellissimo documentario su Elena Ferrante, donna e scrittrice anonima. 

Tutto ciò che è celato dietro al suo pseudonimo rimane ancora un mistero, ma i suoi libri non smettono di emozionare e arrivare al cuore del lettore.

Consigliato.

http://ognifioreilsuocolore.tumblr.com

anonymous asked:

ferrante?

Ferrante makes me think of forest faeries, of bright red berries and of sparkling washi tape. It sounds like a very creative name. I imagine the person with that name spends a lot of time exploring their own mind.