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Iglesia De La Ciencia Cristiana -¿Son reales el pecado, la enfermedad y …

IGLESIA DE LA CIENCIA CRISTIANA, 583 PARK AVENUE, NYC http://thirdchurchnyc.com/el-heraldo-… ¿Son reales el pecado, la enfermedad y la muerte?” 04.14.19

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La Divina Commedia di Dante Alighieri in una canzone Rap con l'inciso tratto dai versi del Amleto di William Shakespeare

Prodotta ,Registrata ,Mixata e Masterizzata da Dj Tubet a Nimis (ud) - Marzo 2019. 

video by : Ermitty 

Free download : 

https://soundcloud.com/djtubet/dj-tubet-feat-navid-freedom-rap-poetry-dante-alighieri-william-shakespeare

testo:

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

(Inferno canto I)

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

(Inferno canto V)

Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.

(Inferno canto V)

There are more things in heaven and earth, Horatio,

There are more things in heaven and earth, Horatio,

There are more things in heaven and earth, Horatio,

Than are dreamt of in your philosophy 

(Shakespeare  - Amleto)

Vien dietro a me, e lascia dir le genti:

sta come torre ferma, che non crolla

già mai la cima per soffiar di venti 

ché sempre l’omo in cui pensier rampolla

sovra pensier, da sé dilunga il segno,

perché la foga l’un de l’altro insolla.

(Purgatorio canto V)

Oh abbondante grazia ond’io presunsi 
ficcar lo viso per la luce etterna, 
tanto che la veduta vi consunsi!

Nel suo profondo vidi che s’interna 
legato con amore in un volume, 
ciò che per l’universo si squaderna:

(Paradiso canto XXXIII)

ma non eran da ciò le proprie penne: 
se non che la mia mente fu percossa 
da un fulgore in che sua voglia venne.

A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,

l’amor che move il sole e l’altre stelle.

(Paradiso canto XXXIII)

There are more things in heaven and earth, Horatio,

There are more things in heaven and earth, Horatio,

There are more things in heaven and earth, Horatio,

Than are dreamt of in your philosophy

(Shakespeare  - Amleto)

La Divina Commedia è un maledetto fantasy

Quando la studiai al Liceo il sentimento più comune che mi provocò fu la noia. Una palla di libro diviso in cerchi, gironi, anime, santi, cherubini, schiere angeliche…e poi l’allegoria, il contrappasso, le tre fiere... tutto in terzine e scritto in volgare. Del tipo :

“mantua me genuit”


“Pisa…vituperio delle genti”


“Caron, non ti crucciare:
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare…”


..che per me Liceale, corrispondeva ad una badilata delle tempie, data la complessità.

Solo adesso, superata la soglia della trentina, riesco ad apprezzare veramente quest’opera e ad ammirare la complessità sia stilistica che d’idee. Perchè pensare all’inferno come un buco, al Purgatorio come un monte e al paradiso come un vortice che gira sempre più veloce più si ci avvicina a Dio, è geniale. 

Se già l’organizzazione e l’ambientazione del viaggio fa venire di brividi ( quelli positivi) è nella descrizione della composizione dei tre regni che Dante da il meglio di se.  Sicuramente il più famoso è l’Inferno, con i suoi gironi pieni di gente punita secondo il celebre fenomeno del contrappasso. A me l’idea degli indovini costretti a camminare con la testa girata dall’altra parte perchè in vita avevano osato vedere troppo avanti, piace assai. 

O ancora le tombe dove i peccatori giacciono arsi vivi e intanto chiacchierano quando passa Dante. 

Ma una parte importante è la presenza di personaggi noti sia nell’epoca di Dante, sia storici o mitologici: Erinni, Cerbero, Caronte, Papi, Nobildonne, Vescovi… e ancora Catone, Ulisse, Giustiniano, Traiano, Santa Lucia, San Tommaso, San Francesco.. un parterre di vip che la serata degli Oscar può solo accompagnare! 

Ed infine la parte che mi è sempre affascinato di più:  Il Cocito, dove stanno i traditori. Ecco, essendo alla fine del buco ho sempre pensato che più si scendesse più c’era il caldo. E invece no! “ L’ultimo livello” dell’Inferno è una distesa ghiacciata dove sono conficcati i traditori ( di ogni risma) con il boss finale Lucifero a testa in gìù mentre sgranocchia i traditori più celebri della storia: Giuda, Bruto e Cassio. 

Al di là delle varie simbologie e allegorie che tutta l’opera mette in campo, questa immagine l’ho sempre trovata molto potente visivamente parlando. 

Purtroppo se almeno con L’inferno la mia attenzione a scuola era minima ma almeno c’era, già con il Purgatorio e poi con il Paradiso il mio poco entusiasmo scemava del tutto. Non so, forse avevo un amore per le persone sofferenti e le scene di dolore atroci…o forse i discorsi prettamente religiosi mi annoiavano. 

Del Purgatorio ricordo poco mentre per il Paradiso ricordo che mi affascinava un sacco l’idea dei cerchi che diventavano sempre più veloci mano a mano che si avvicinavamo a Dio. Ma oltre a questo…il buio.

Ultimamente rivedendo un video dove veniva riassunta quest'opera, ho realizzato finalmente cosa rappresentassero gli accompagnatori di Dante durante l’opera: Virgilio la ragione, Beatrice la teologia e successivamente, i santi a cui l'amata di Dante si rivolge per aiutare il poeta, la contemplazione mistica necessaria per avvicinarsi a Dio. Ragazzi, a me questo sembra un dettaglio incredibile. 

Quest’ opera è stata scritta nel 1300 circa, e sono stupita di come Dante l’ abbia progettata: così complessa, ben strutturata e piena di simbolismi. 

Perciò dopo averla ripresa in mano, posso dire che, se mi chiedono a quale genere letterario appartiene ripenserò a Lucifero nel Cogito, ad Ulisse avvolto nelle fiamme, ai lussuriosi trascinanti da un vento fortissimo, all’angelo che incide 7 P ( di peccato) sulla fronte di Dante prima di farlo entrare del Purgatorio e dirò: Fantasy.

è un maledetto e bellissimo fantasy.

Immagini di Gustave Dorè

Divina lluvia

Una noche

Con la divina presencia de la lluvia

Con gotas de trayectoria vaga

Cayendo, resbalando y salpicando

Como lágrimas de sus amantes

Con sus ojos empañados

Por el vaho de sus sentimientos

Conviertiendose en gotas

Que resbalan de sus mejillas

Llenando charcos de melancolía,

Dolor, tristeza y desespero

Por pensamientos tan bastos

Que no saben decir adiós

Quedando a la espera de que un día

La luz de un sol

Termine la agonía

Que ha inundado los sentidos

Con una torrencial lluvia

De recuerdos y pensamientos.

-@pen-sa-mien-tos

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Mi almuerzo 🥗 de hoy! Carne de res 🥩 sazonada con cebollas/sal/ pimienta negra tomate/ champiñones #divina #saludable #facil #nutritiva #rapido 🥩🥩🥩🥩🥩💪💪💪💃💥💃💥 (at Indian River Shores, Florida)
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Iconic Callas

Vita, passioni e fascino in uno stile unico oltre le mode

Massimiliano Capella

Centauria Libri, Milano 144 pagine,  ISBN 9788869212574

euro 19,90*

email if you want to buy :booksinprogressmilano@yahoo.it

Maria Callas non è solo la voce potente che ha rivoluzionato il mondo dell’opera. Maria è anche “La Callas”, la diva moderna, al pari di poche altre figure femminili del Novecento,  come Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor e poche altre, protagoniste di vite intrise di gioie e drammi, trionfi e sconfitte. Se altre grandi interpreti del teatro hanno incuriosito il pubblico, nessuna come la Callas è riuscita a suscitare un interesse che riguardasse allo stesso modo il mondo dell’opera, della moda, del cinema e del gossip, conquistando indiscutibilmente il titolo di “Divina”. E divina Maria è diventata anche grazie alla sua passione per la moda che ha contribuito a trasformarla in una vera e propria icona di stile.
Dall’apparizione nella primavera del 1954 della “nuova” Callas, magra, elegante e raffinata, con l’aiuto della sarta milanese Biki e in seguito di grandi couturier come Dior e Saint Laurent, Maria diventa un fenomeno di costume da imitare. Abiti e scarpe, turbanti e cappelli, borse, guanti e accessori all'insegna della filosofia di Biki che, secondo Irene Brin, rispetta un'unica, semplice regola: “Chi si affida a lei non potrà sbagliare né cappello, né rossetto, né scarpa, né l'ora”.  E le immagini che la immortalano in occasioni pubbliche e private presentate in questo libro ci offrono scorci di un volto e di una personalità che esprimono uno stile perfetto e intramontabile 

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favorite first line writing tag

i’m sure this has been done before, but i haven’t seen it and i thought it’d be fun, so here we go!

rules: pick a favorite first line from a scene or chapter in your book or story and share it. then tag four people to share their first lines!

“The first thing Divina de Sevrino did upon waking was vomit the contents of her stomach.”

i tag: @luna-evans-writes @minusfractions @omgbrekkerkaz and @saeshawrites, and anyone else who would like to do this tag!

anonymous asked:

Tell us more about Divina. Love the name, btw.

thank you! Divina is one of the main characters in THIS UNHOLY WAR, so here’s a little bit about my bb girl…

she has blood-red irises, a sign that marks her as an oracle to the goddess Judiana. her dark brown hair reaches her waist; she wears it down constantly, no matter how impractical. her name is taken from Judiana’s honorific: the Holy Divine. it caused a scandal that’s lasted Divina’s entire life. she’s a liar, cunning, selfish, reckless, and would sooner stab someone in the back than the front. and lastly, she has a thick coastal accent, that no amount of conditioning at the convent she grew up in has been able to take from her.